lunedì 25 maggio 2015

LE VERE ORIGINI DELLA BANDIERA DELLA PACE

Cristo è venuto a portare la spada. Strappiamo la bandiera della pace!



CRISTO E’ VENUTO A PORTARE LA “SPADA”. STRAPPIAMO LA BANDIERA DELLA “PACE” 

Storia scellerata di una bandiera falsa e bugiarda sostituita alla croce: come siamo passati dalla Pace di Cristo alla “pace” del mondo
Quella bandiera della “pace”… “contro” qualcuno. Una storia che inizia nel 1875: con l’inquietante Helena Petrovna Blavatsky. Li “boni frati” francescani: prima hanno ingannato se stessi, poi un’intera generazione. Come è potuto succedere che una bandiera radicale sostituisse la radicalità croce? Prima dicono “torniamo al vangelo” ma poi ne fuggono…indignati, persino. “Ritornare alla Chiesa evangelica”… ossia: sputare sul Vangelo e poi leccare dove hanno sputato i rottami del radicalismo. Cristo: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non come la dà il mondo”. Cioè: Cristo è venuto per dividere e portare la battaglia! Io, Caterina. Sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina. Lo “spirito del mondo”: Lucifero!

di Tea Lancellotti
QUELLA BANDIERA DELLA “PACE”. “CONTRO” QUALCUNO
E’ strano oggi vedere che coloro che hanno sostenuto tutte le ideologie, dalle più rovinose alle più assassine, sbandierino tutti la bandiera della “Pace”. Che però è sempre “contro qualcuno”. Sembra quasi un richiamo camuffato di guerra. Dov’è l’inganno di quella bandiera?
Va subito chiarito quale è la vera Bandiera della Pace, di cui qui a lato vi proponiamo un esempio. Fa riferimento ad un fatto avvenuto e riportato nella Bibbia, nel quale il Signore stesso, con il simbolo dell’arcobaleno, ha inteso firmare l’Alleanza con l’UomoAttenzione, dunque, perché questo simbolo non è la Pace, la quale è il Cristo stesso, ma è il segno di una Alleanza di Dio con l’Uomo. Quanti invece strumentalizzano la Bibbia e rigettano i Dieci Comandamenti si sono “riprodotti” un emblema di pace assai terrena, capovolgendo persino i colori così come si può vedere nella falsa bandiera della pace.
Sono sempre gli stessi
Questo è il primo grande inganno e da lì derivano i danni dall’ideologica bandiera pacifista. Ma andiamo con ordine.
In un lucido articolo apparso sulCorriere della Sera del 27 marzo 2003, Ernesto Galli della Loggiaosservava come la bandiera dell’arcobaleno, che sventolava da settimane su tutti i cortei che percorrevano le città italiane, rappresentasse molto più di una semplice bandiera della pace: essa, almeno in Italia, è la bandiera della nuova sinistra, il vessillo che sta soppiantando la bandiera rossa di un tempo.
UNA STORIA CHE INIZIA NEL 1875: CON L’INQUIETANTE HELENA PETROVNA BLAVATSKY
Helena Blavatsky. L’inventrice. Una pazza, una meretrice.
Qual è il significato profondo del nuovo simbolo pacifista?
In un articolo diCorrispondenze Romane del 2003, troviamo questa ricostruzione dettagliata:
“Si tratta, come è noto, di una bandiera a colori orizzontali che dovrebbe rappresentare l’arcobaleno, segno biblico di pace tra Dio e l’uomo (ma dopo il punitivo diluvio universale!). Tuttavia, poiché i promotori del pacifismo sono, per dire il meno, del tutto aconfessionali, e poiché in quella bandiera i colori dell’ arcobaleno sono stranamente raffigurati alla rovescia, viene il sospetto che il significato del simbolo sia ben diverso.
In ogni caso, la scelta di quel simbolo non deriva certo dalla Bibbia. L’origine prossima risale niente meno che alla Società Teosofica, setta gnostica e orientaleggiante fondata nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky, una medium russa che si diceva portavoce delle “potenze superiori occulte”, si considerava alfiere del socialismo internazionale e pretendeva instaurare una super-religione della pace universale.
Molto più tardi l’arcobaleno rovesciato divenne il simbolo della galassia settaria detta New Age, che annuncia la fine dell’era cristiana dei Pesci e l’avvento dell’era dell’Acquario, nella quale la pace sarà prodotta dall’universale fratellanza anarchica ed “ecumenica”.
Nel 1978, il solito arcobaleno fu ridisegnato dall’artista Gilbert Bakercome simbolo del movimento omosessualista statunitense; da allora questa bandiera garrisce nello “storico” enclave gay in un quartiere di San Francisco dilagando in tutto il mondo.
La bandiera – ricordava il segretario del Partito Radicale – esprime la liberazione del movimento omosessuale’ (cfr. Libero, 27 marzo 2003).
Capitini, il nefasto introduttore italiano di bandiere della pace e “marce” maledette di Assisi
Ben diverso dal falso arcobaleno pacifista era il vero arcobaleno biblico, che già allora prefigurava il ruolo di Maria come mediatrice di pace tra Dio e l’uomo, come insegnava san Pio X: ‘In mezzo a questo diluvio di mali ci si presenta dinanzi agli occhi, simile all’arcobaleno, la Vergine clementissima, quasi arbitra di pace tra Dio e gli uomini: Pongo il mio arcobaleno nelle nubi, affinché sia il segno del patto che ho stipulato con la terra (Gn. 9, 13). Imperversi pure la tempesta e s’infoschi il cielo, ma nessuno se ne sgomenti. Alla vista di Maria, Dio si placherà e perdonerà: Quando l’arcobaleno svetterà sulle nubi, io, guardandolo, mi ricorderò del patto sempiterno’ (Gn. 9, 16). (San Pio X, enciclica Ad diem illum laetissimum, del 2-2-1904).
Il dono della Pace autentica è anche al centro della profezia di Fatima, in cui la Madonna afferma che il mondo è di fronte a un bivio cruciale:vi sarà pace solo se gli uomini si convertiranno e saranno esaudite le richieste del Cielo, comprendenti la consacrazione della Russia al Cuore di Maria e la comunione riparatrice nei primi cinque sabati del mese. Altrimenti, “la Russia diffonderà nel mondo i suoi errori, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa, i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate, infine il mio Cuore Immacolato trionferà! Il Santo Padre mi consacrerà la Russia, che si convertirà, e sarà concesso al mondo un periodo di pace”.
La Russia, come sappiamo, si è auto-dissolta ma i suoi errori si sono propagati nel mondo intero e oggi hanno un loro simbolo nell’arcobaleno pacifista che proclama una pace senza giustizia e senza l’autentica libertà. L’arcobaleno cristiano, il Regno di Maria profetizzato a Fatima, nasce invece, come ogni vera pace, dalla preghiera, dalla lotta e dal sacrificio”
(CR 802/01 del 29/03/03)
LI “BONI FRATI” FRANCESCANI: PRIMA HANNO INGANNATO SE STESSI, POI UN’INTERA GENERAZIONE. PER TACER DELLE SUORE…
Idiozia clericale
Facciamo, dunque, notare che diverso è stato il simbolo dell’arcobaleno proposto dalla Chiesa: esso è in verticale, con i colori in posizione corretta e su di esso sorvola una colomba con l’ulivo nel becco!
Vi è stato invece un grande inganno verso tutti i fedeli cristiani, cattolici in modo speciale, che, involontariamente, attraverso soprattutto i francescani, hanno in buona fede, o meno, divulgato la bandiera sbagliata.
Quale l’inganno? E’ presto detto: la Madonna a Fatima disse: “Vi sarà pace solo se gli uomini si convertiranno”. La conversione è l’oggetto di interesse che fa cadere ogni forma ideologica sulla vera Pace; la conversione è quell’elemento che la falsa bandiera ha offuscato e rovesciato ingannando “li boni frati” i quali a loro volta hanno ingannato intere generazioni di cattolici. La stessa beata Madre Teresa di Calcutta, quando le domandarono cosa si potesse fare per avere la pace, rispose che la vera Pace (disse proprio vera) la si potrà ottenere solo se questa comincerà dal grembo materno, ossia, quando avremo eliminato la legge sull’aborto perché, spiegava la beata, “non può esserci alcuna vera pace se si continuerà a fare guerra ai concepiti, uccidendoli”…ed è chiarificatore il fatto che tutti quelli che usavano questa bandiera pacifista nelle manifestazioni a favore della pace erano e sono tutti, per la maggior parte, a favore dell’aborto. Basta osservare quante suore sono ancora presenti in certe manifestazioni pacifiste, sventolando persino questa bandiera, per capire quanto grande sia stato l’inganno.
Una pace senza conversione a Cristo (e non ad un Cristo qualunque o alle mille immagini nate con il protestantesimo, ma ad un Cristo “vivo e vero” che guida la Chiesa Cattolica), è di per sé menzogna!
Errare è umano; perdonare è divino; perseverare nell’errore è diabolico»
Così dice il profeta Ezechiele:
«Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato. Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette l’iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli morirà; poiché tu non l’avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a te. Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato» (Ez 3, 18-20)
COME È POTUTO SUCCEDERE CHE UNA BANDIERA RADICALE SOSTITUISSE LA RADICALITÀ CROCE?
Idiozia clericale
Dunque, quella bandiera l’abbiamo vista impugnata da preti e religiosi, l’abbiamo vista infestare altari, chiese, marce, tutta Assisi, non di rado frammista alla bandiera comunista. Cosa ci è successo?
E’ successo che un certo Aldo Capitini, il fondatore del Movimento non-violento, issò per la prima volta in Italia il vessillo arcobaleno nella prima marcia per la pace Perugia-Assisi del 1961, e contro la prassi delle associazioni non violente, dagli anni Cinquanta ad oggi, i cattolici, guidati da “li boni frati” si sono lasciati condurre come un gregge nei più torbidi acquitrini melmosi, senza mai porsi la domanda più naturale: di quale pace stiamo parlando?
Ci arriveremo a parlarne dopo aver spiegato come finalmente, grazie anche a Benedetto XVI, dal 2008 l’Agenzia Fides fece risuonare un breve comunicato che, guarda caso, farà sparire lentamente, ma inesorabilmente, queste bandiere dalle adunanze religiose cattoliche e negli incontri con il Pontefice… Cosa diceva il comunicato?
Parafrasando un articolo del 2008 di Andrea Tornielli così si esprime:
“Perché preti e laici cattolici usano la bandiera arcobaleno come simbolo di pace invece della croce? Non sanno che quella bandiera è collegata alla teosofia e al New Age? È netto e documentato il giudizio contenuto in un articolo pubblicato da Fides, l’agenzia della Congregazione vaticana per l’evangelizzazione dei popoli, nei confronti del vessillo, simbolo del movimento pacifista, appeso anche nelle chiese e da qualche prete pure sull’altare.
“Come mai uomini di Chiesa, laici o chierici che siano – si chiede Fides – hanno per tutti questi anni ostentato la bandiera arcobaleno e non la croce, come simbolo di pace? Sarebbe interessante interrogare uno per uno coloro che hanno affisso sugli altari, ingressi e campanili delle chiese lo stendardo arcobaleno”.
Idiozia laicale
Poi rilancia: “Questi uomini e donne di chiesa sanno qual è l’origine della bandiera della pace? Molti probabilmente no. Altri, pur sapendo, non se ne preoccupano più di tanto”.
Il pensiero della corrente rappresentata dalla bandiera arcobaleno si basa sullo gnosticismo, sulla reincarnazione e trasmigrazione dell’anima, sull’esistenza di “maestri segreti” e riconduce al New Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il relativismo, l’idea dell’uomo divino, il rifiuto della nozione di peccato.
Fides spiega che esistono diverse versioni di questa bandiera, una delle quali è riconosciuta ad Aldo Capitini, fondatore del Movimento nonviolento, mentre un’altra segnala che la sua origine risale al racconto biblico dell’Arca di Noè e dunque sarebbe un simbolo cristiano a tutti gli effetti.
In realtà – scrive l’Agenzia dopo aver ricordato che è anche il simbolo dei movimenti di liberazione omosessuali – la bandiera rappresenta un’idea secondo la quale “per esempio è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano la difesa della dignità della donna ma anche l’efferato femminismo, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali”.
Pertanto questa bandiera detta della pace, conclude Fides, è un simbolo sincretistico, che propone l’unità New Age nella sintesi e nel sincretismo delle religioni. Introdurla nelle chiese e nelle celebrazioni è da considerarsi “un grave abuso”. Chiamalo “abuso” soltanto!
PRIMA DICONO “TORNIAMO AL VANGELO” MA POI NE FUGGONO. INDIGNATI, PERSINO
Idiozia clericale
Abbiamo sentito per voce di questi sbandieratori, prima invocare il “ritorno al Vangelo” poi, gli stessi, andare oltre, ai “diritti universali”, all’umanità, come se il Vangelo non bastasse, come fosse soltanto una introduzione generale buonista ai “diritti universali dell’uomo”. Ritornare (per finta) al Vangelo per poi fuggirne. Cosa è successo?
Possiamo dire che è successo di tutto e di più, ma è interessante collegare tale evento disastroso a quell’immagine di un san Francescopacifista che abbiamo trattato precedentemente (VEDI NEL SITO), perché, almeno per quanto riguarda l’ambiente cattolico, è qui che, con tale bandiera, si finì per impugnare una strana rilettura del Vangelo, seguendo una fede del “fai-da-te” sovente coperta da suoni, canti, balli e ritornelli di stoffa francescana. Sfociando dapprima in un sincretismo addirittura politico (la sinistra cattolica o i cattolici di sinistra) per poi insinuarsi persino in una sorta di catechismo che è finito, ovviamente, tutto a tarallucci e vino. Insomma, da moralizzatori “timorati di Dio” siamo diventati insipidi moralisti! Come possiamo dimostrare tutto ciò?
Guardiamo, con un solo esempio, ai diritti “universali” con la legittima, se preferite, battaglia contro la pena di morte, inglobata nello sventolare di questa bandiera. Sarà bene sottolineare, tuttavia, sotto questa bandiera, non è prevista la battaglia contro l’aborto: anzi, al contrario, questa bandiera è usata per difendere il “diritto” all’aborto, diritto di uccidere. Un’aberrazione ed un paradosso, se non proprio contraddizione, senza precedenti nella storia culturale e sociale dei popoli e delle nazioni: si chiede, ragionevolmente, di non uccidere “Caino” facendo riferimento al monito di Dio, ma irragionevolmente si chiede e si pretende il diritto ad uccidere un concepito, calpestando così il Quinto Comandamento.
Altro diritto “universale” è la famiglia, con il matrimonio tra un uomo e una donna. Tuttavia, sbandierato insieme a questo falso arcobaleno, troviamo la grave minaccia che incombe contro la famiglia stessa, uccidendola: la pretesa che il matrimonio possa esistere fra persone dello stesso sesso, chiedendo con determinazione – e qui siamo davvero alla follia – addirittura l’adozione dei figli che vengono concepiti, appunto, solo dall’incontro fra un uomo e una donna!
Idiozia laicale
Che cosa è successo? Che in parte sta trionfando l’eresia diLutero sul Sola Scriptura. Il metodo, cioè, con cui la Riforma Protestante pretese di eliminare il Magistero Ecclesiale dall’interpretazione della Sacra Scrittura. In sostanza funziona così: apro la Bibbia, leggo, e interpreto come meglio credo il passo, attribuendo allo Spirito Santo l’illuminazione. In una parola, in nome di questa pace si è piegato il Vangelo ad un’interpretazione fai-da-te.
Infine, ci risponde il cardinale Ratzinger, qualche giorno prima di diventare Papa:
È vero che oggi esiste un nuovo moralismo le cui parole-chiave sono giustizia, pace, conservazione del creato, parole che richiamano dei valori morali essenziali di cui abbiamo davvero bisogno. Ma questo moralismo rimane vago e scivola così, quasi inevitabilmente, nella sfera politico-partitica. Esso è anzitutto una pretesa rivolta agli altri, e troppo poco un dovere personale della nostra vita quotidiana. Infatti, cosa significa giustizia? Chi lo definisce? Che cosa serve alla pace? Negli ultimi decenni abbiamo visto ampiamente nelle nostre strade e sulle nostre piazze come il pacifismo possa deviare verso un anarchismo distruttivo e verso il terrorismo. Il moralismo politico degli anni Settanta, le cui radici non sono affatto morte, fu un moralismo che riuscì ad affascinare anche dei giovani pieni di ideali. Ma era un moralismo con indirizzo sbagliato in quanto privo di serena razionalità, e perché, in ultima analisi, metteva l’utopia politica al di sopra della dignità del singolo uomo, mostrando persino di poter arrivare, in nome di grandi obbiettivi, a disprezzare l’uomo. Il moralismo politico, come l’abbiamo vissuto e come lo viviamo ancora, non solo non apre la strada a una rigenerazione, ma la blocca. Lo stesso vale, di conseguenza, anche per un cristianesimo e per una teologia che riducono il nocciolo del messaggio di Gesù, il Regno di Dio, ai valori del Regno, identificando questi valori con le grandi parole d’ordine del moralismo politico, e proclamandole, nello stesso tempo, come sintesi delle religioni. Dimenticandosi però, così, di Dio, nonostante sia proprio Lui il soggetto e la causa del Regno di Dio. Al suo posto rimangono grandi parole (e valori) che si prestano a qualsiasi tipo di abuso”.
(card. J. Ratzinger, Conferenza su l’Europa nella crisi delle culture, per la consegna del premio “ S. Benedetto” Subiaco 1-4-2005)
RITORNARE ALLA CHIESA EVANGELICA”. OSSIA: SPUTARE SUL VANGELO E POI LECCARE DOVE HANNO SPUTATO I ROTTAMI DEL RADICALISMO
Idiozia clericale
Quale “pace” invocano? Cosa vogliono veramente?
Si vuole esorcizzare il Regno di Dio, si vuole esorcizzare la Croce, la sofferenza, la Pace vera che costa in quel “morire a se stessi”. Il pacifismo e, di conseguenza, il suo emblema, che è questa bandiera della pace, non sono altro che un esorcizzare le proprie responsabilità verso un “Sì” incondizionato che dovremmo dire a Dio. “Sì” che diventa un “né” quando va bene e un “no” quando la bandiera scende con i cortei inquieti e insoddisfatti! E’ tipico, per esempio, quello strumentalizzare anche la frase famosa di sant’Agostino: “Ama e fa ciò che vuoi”, giungendo di fatto all’anarchia. No! Non era questo l’amore che intendeva sant’Agostino! Egli intendeva dire ciò che poi spiega bene nelle Confessioni: “Ama i comandamenti, ama la Legge di Dio, e allora con questo amare potrai fare ciò che vuoi e non sbaglierai”.
Del tipo di pace invocato ne parliamo dopo, qui mi preme sottolineare il “cosa vogliono”, cosa si vuole realmente. In parte l’ha spiegato bene Ratzinger nel passo sopra riportato, ma fateci caso, con la bandiera della pace, si sbandierano anche tutta una serie di frasi bibliche o del Cristo, estrapolate dal contesto, come slogan accomodabili. Un esempio fra tutti: le famose “Beatitudini”, a causa di una sbagliata interpretazione pacifista delle quali mi è venuto il diabete. Sì. Perché ci vuole un bel coraggio e una dura battaglia contro i propri vizi, contro le proprie debolezze, contro i propri istinti disordinati per far parte di coloro che Cristo definisce beati. Molti, invece, hanno estrapolato solo quel “beati gli operatori di pace”, come se il Vangelo, per questi, si chiudesse qui, dimentichi di quest’altro passo di Gesù (in Mt.5,11) che dice “Beati voi, quando vi insulteranno e vi perseguiteranno e, mentendo, diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia. E se non dimenticano, usano a proprio vantaggio la prima parte della frase, omettendo quel “per causa mia”, come a dire che sarebbe la Chiesa con la sua dottrina a perseguitare i poveri pacifisti, gli omosessuali, gli abortisti. Questo tipo di pace non è altro che il proseguimento di un feroce anticattolicesimo di storica memoria.
E ancora a riguardo, per esempio, del Padre Nostro dove chiediamo che “sia fatta la Tua volontà – venga il Tuo regno”…ahimé, meglio non parlarne! Pertanto, si vuole essere “operatori di pace” perché va di moda, mentre il fare la volontà di Dio è obsoleto, è vecchiume, è sorpassato, o peggio: sono un operatore di pace e non voglio la guerra, ergo faccio la volontà di Dio. Questo è il ribaltamento logico che hanno elevato ad assioma. Poi dicono: torniamo alla “Chiesa evangelica” (altra superstizione!), quando sul Vangelo ci sputano ogni trenta secondi, e leccano dove prima hanno sputato i peggiori rottami del radicalismo ideologico.
Idiozia laicista
Vi siete mai chiesti, però, se davvero Dio è contro la battaglia?
San Paolo lo rammenta: “Ho combattuto la buona battaglia”. Contro cosa e contro chi? Contro le sue derive, i suoi difetti, per “conservare la fede”.
I pacifisti non combattono questa battaglia: chi sventola quella bandiera della pace non ha capito nulla del Vangelo e non ha capito nulla delle Beatitudini, laddove viene detto “beati gli assetati di giustizia”. É come se Gesù ci dicesse: “Se, malgrado la povertà, la sofferenza, la persecuzione, sei felice, allora la tua felicità è posta altrove: sei un beato”.
Sì, amici: Gesù svela che l’origine della felicità non è nel pacifismo ma è nel sentirsi amati da Dio e nel leggere la propria storia nella grande storia d’amore di Dio. La beatitudine è dentro, è in Dio. Beato se capisci questo: allora neppure la sofferenza, la povertà, la fame possono distaccarti da questo grande oceano di felicità che è il cuore di Dio. Qui, in questa battaglia con noi stessi, ci è chiesto allora di essere pacifici e non pacifisti e la differenza è enorme! Al contrario, si è diventati pacifici con il proprio peccato, giacendo con esso, e pacifisti con Dio: questa è una delle accuse di “prostituzione”, di cui parla la Bibbia, circa le infedeltà degli uomini verso Dio, ma questo è un altro argomento.
CRISTO: “VI LASCIO LA PACE, VI DO LA MIA PACE. NON COME LA DÀ IL MONDO”. CIOÈ: È VENUTO PER DIVIDERE E PORTARE LA BATTAGLIA!
Idiozia clericale (con venature di sclerosi senile)
Qual è la pace cattolica e la pace anticattolica? Qual è la pace di Cristo e la pace del mondo? In cosa si distinguono, in cosa sono inconciliabili? Cristo ha mai parlato di “pace”?
La Pace Cattolica la possiamo ricondurre, per non dilungarci troppo, a quelle parole di san Pio X riportate nella prima parte dell’articolo ["In mezzo a questo diluvio di mali ci si presenta dinanzi agli occhi, simile all'arcobaleno, la Vergine clementissima” etc.] Basterebbero quelle parole, per il buon intenditore, per smascherare l’ignobile bandiera della pace con il suo pacifismo diabolico, perverso e pervertitore, ma riportiamo anche le parole del Cristo che sono fondamentali:
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14,27). Esiste, pertanto, una pace in opposizione a quella del Cristo? Pare di sì, ma nessuno se ne cura!
Anzitutto, Gesù parla di essere pacifici. In secondo luogo, Cristo è venuto per ingaggiare una battaglia e cerca continuamente discepoli pronti a morire per la sua causa. Un esempio? Eccolo:
“In quel tempo Gesù disse ai Suoi discepoli: Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sarà compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera” (Lc 12, 49).
Chi non tremerebbe di fronte a queste parole? Io sì! Il vessillo di Pace del Cristo è la Croce e non l’arcobaleno. Quest’ultimo ci rammenta piuttosto che siamo stati assoldati, ingaggiati dal Cristo (mediante il Battesimo) per combattere una dura battaglia e che per questa battaglia – e non per altre – abbiamo l’alleanza di Dio e con Dio, non contro le persone (è bene sottolinearlo), ma contro le ideologie, contro tutto ciò che annacqua od offusca il Vangelo, contro chiunque voglia “scippare” la vera Pace e trasformarla in un’orgia ideologica giustificante ogni forma di peccato.
Idiozia laicale. Una variante
La pace che il mondo offre è quella della pace intesa quale perdita dei sensi: senso della ragione e della fede. Far morire, dunque, la ragione e la fede, mentre la pace che il Cristo porta è una battaglia contro il peccato, contro il rifiuto di Dio e si combatte sul Calvario, che per noi è la quotidianità: il posto di lavoro, la vita in famiglia, nella città, ecc.. “Non sono venuto a portare la tranquillità ma il contrasto” è il messaggio di Cristo: con modi pacifici – ci dice – io ti porto la battaglia contro le tenebre, contro il male, contro il peccato, contro i tuoi difetti, contro le tue cattive inclinazioni, contro ogni ostacolo che tenti di staccare l’uomo dal Creatore. Una battaglia contro i 7 Vizi Capitali: Superbia, Accidia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia, Avarizia.
Cristo dunque non ha mai parlato di una pace mondana: al contrario, ai suoi dice: “Andate e predicate, battezzate e chi si convertirà sarà salvo, chi non si converte sarà dannato… rimettete i peccati e a chi non li rimetterete resteranno non rimessi”.
Altro che pace! Tale termine compare nella Bibbia circa in 324 versetti, ma tutte le volte esso è associato ad una battaglia, ad una lotta contro il peccato, contro il male.
Chi chiude un occhio causa dolore, chi riprende a viso aperto procura pace. (Pr 10,10)
Corona della sapienza è il timore del Signore: fa fiorire la pace e la salute (Sir 1, 16)
Effetto della giustizia sarà la pace, frutto del diritto una perenne sicurezza (Is 32,17)
Idiozia clericale
All’adultera Gesù dice, nel perdonarla, di andare in pace (cf. Lc 7,50), ma in Giovanni Gesù è più esplicito e dice: “Neppure io ti condanno, va e non peccare più” (Gv 8,11). La pace di Cristo ha una condizione: non peccare più, almeno fin dove possiamo, e convertirci, ricorrendo al Suo perdono. Il pacifismo usa, di questo episodio, solo il perdono di Cristo: chi è senza peccato scagli la prima pietra, omettendo il finale, cioè quel monito scomodo che ricorda: “Va e non peccare più”.
Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi” (Mt 10, 13)
Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10, 34)
È questa la Pace di Cristo, è questa la logica di Dio.
San Paolo ci ripete: “Dove c’è amore, lì c’è la pace”. C’è pace solo dove regna la giustizia di Dio e l’Amore della Croce.
Attenzione, dunque, perché il contrario della pace non è la guerra, ma l’ingiustizia. E le prime forme di ingiustizia sono il pacifismo, l’ateismo, i 7 vizi capitali, il relativismo. E dove c’è ingiustizia, prima o poi c’è la reazione che porta alla guerra.
IO, CATERINA…
Idiozia clericale
Secondo i grandi santi cosa significa pace? Quale “pace” perorano? Sono tanti i santi citati da questi pacifisti. Dunque, cosa hanno detto i padri, i dottori e i grandi santi della Chiesa?
I santi perorarono la pace del Cristo, quella pace che deve ricondurre il gregge all’Ovile. Basta studiarsi le vite che hanno vissuto, ciò che hanno scritto o predicato per renderci conto che non vivevano “fra le nuvole” ma al contrario, portavano il Paradiso agli uomini del loro proprio tempo.
Ogni battezzato può e deve diventare santo perché, come dice l’Apocalisse, nulla di impuro può entrare in Paradiso. Di conseguenza, senza voler scimmiottare i santi che ci hanno preceduto, ogni battezzato può e deve fare la propria parte per vivere e contestualizzare nel proprio ruolo e nel proprio tempo quella pace donata dal Cristo.
Come fare? Ecco cosa ci insegnano i Santi.
Santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa, divenuta anche Compatrona d’Europa e Patrona d’Italia con san Francesco, del quale abbiamo parlato in un altro articolo, si è adoperata quale “Ambasciatrice di Pace”. Nelle lettere che spediva ai politici, cardinali, vescovi, religiosi e laici, Caterina da Siena cominciava con queste parole: “Io, Caterina, serva dei servi di Cristo, nel preziosissimo Sangue di Gesù Amore, voglio…!” e giù a scrivere cosa si dovesse fare per ottenere la pace che i vari comuni chiedevano. Il frasario di Caterina è lunghissimo e sulla pace possiamo meditare alcune sue espressioni che ritengo importanti:
Non cerchiamo alcuna pace se non in Gesù, e fuggiamo ogni gloria che non sia quella della croce”;
Abbraccia Gesù crocifisso, amante ed amato, e in lui troverai vera pace, perché è Dio che si è fatto uomo. Arda il tuo cuore e l’anima tua per il fuoco d’amore attinto a Gesù confitto in croce”;
Non è buono il cavaliere se non si prova sul campo della battaglia: così l’anima vostra si deve provare alla battaglia delle molte tribolazioni; e quando si vede fare prova buona di pazienza, e per impazienza non volta indietro il capo scandalizzandosi di quello che Dio permette, allora può godere ed esultare della pace raggiunta, e con perfetta allegrezza aspettare la vita durabile…”;
La Carità è un arbòre d’amore: il midollo suo è la pazienza e la benevolenza del prossimo, il suo frutto è la vera pace…”.
Idiozia clericale
Famosa è la lettera che santa Caterina da Siena scrive aPapa Gregorio XI affinché, perseguendo la vera pace, si adoperi con questa per l’unità del gregge disperso, sottolineando che “col demonio non si scaccia il demonio; ma che con la virtù si caccerà. (…) Oimè, babbo mio dolce, Pace, v’imploro Pace, acciò che tanti figliuoli non perdano l’eredità della vita eterna che il Cristo distribuisce nella santa Sua Chiesa, e che per riscatto non risparmiò di dare se stesso. Mio dolce vicario di Cristo – sollecita la santa – è giunto il tempo di dare la vita per le pecorelle che sono uscite fuori dal gregge. La Pace autentica esige un prezzo da pagare: dare la propria vita perchè l’altro si converta!”.
Famosa è la frase di santa Caterina da Siena che pronunciò davanti ai confratelli Domenicani e che divenne citazione prediletta di Giovanni Paolo II per la Gmg di Toronto: “Se sarete ciò che dovrete essere, mettete fuoco in Italia e nel mondo intero”; la pace vera non si raggiunge che con la battaglia al peccato!
Un’altra grande santa, dichiarata anch’essa Dottore della Chiesa, è la giovanissima santa Teresa del Bambin Gesù, di Lisieux, morta a soli 24 anni e, mai uscita dalla clausura seppur breve, aveva saputo cogliere quella pace che la porterà ad essere ciò che è diventata. Non era, però, inerme perché viveva in clausura: al contrario, la libertà, di cui si sente pienamente investita, le farà girare il mondo in spirito…
Tra i suoi scritti, prezioso è un passaggio attraverso il quale dispiega quel senso di pace che trova nella sua identità di cattolica e dice:
“Considerando il corpo mistico della Chiesa, non mi ritrovavo in nessuna delle membra che san Paolo aveva descritto, o meglio, volevo vedermi in tutte. La carità mi offrì il cardine della mia vocazione. Compresi che la Chiesa ha un corpo composto di varie membra, ma che in questo corpo non può mancare il membro necessario e più nobile. Compresi che la Chiesa ha un cuore, un cuore bruciato dall’amore. Capii che solo l’amore spinge all’azione le membra della Chiesa e che, spento questo amore, gli apostoli non avrebbero più annunziato il Vangelo, i martiri non avrebbero più versato il loro sangue. Compresi e conobbi che l’amore abbraccia in sé tutte le vocazioni, che l’amore é tutto, che si estende a tutti i tempi e a tutti i luoghi, in una parola, che l’amore é eterno. Allora con somma gioia ed estasi dell’animo grida: O Gesù, mio amore, ho trovato finalmente la mia vocazione. La mia vocazione é l’amore. Si, ho trovato il mio posto nella Chiesa, e questo posto me lo hai dato tu, o mio Dio. Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore ed in tal modo sarò tutto e il mio desiderio si tradurrà in realtà”.
SBALLOTTATI DALLE ONDE E PORTATI QUA E LÀ DA QUALSIASI VENTO DI DOTTRINA
Idiozia laicale. Una variante (sì, proprio così!)
I cattolici dovrebbero strappare quella bandiera? E’ segno della loro crisi di identità? Ci siamo ridotti a una bandiera altrui, con tutto quel che avremmo da dire dopo duemila anni?
Senza dubbio se qualche cattolico dovesse trovarsi ancora in qualche cassetto o, disgraziatamente, ancora appesa alla finestra o, per non dire di peggio, ancora in qualche Chiesa questa bandiera.. sì, dovrebbe strapparla e chiedersi davvero se ha capito, come santa Teresina spiega bene sopra, quale sia il suo posto nella Chiesa e nel mondo.
Benedetto XVI, da poco eletto Papa, in visita ad limina, spiegò ai vescovi, che era indispensabile ritrovare la “nostra identità perduta”; chiedere oggi ad un cattolico di spiegarci cosa significa per lui essere tale, rischieremo di trovarci di fronte a molti “sì, però, non so, io credo, io penso”. Peggio, se dovessimo trascorrere qualche mezz’ora con un catechista scopriremmo, tristemente, che è magari informatissimo sui temi di attualità, ma che non sa nulla della dottrina cattolica, specialmente della Dottrina Sociale della Chiesa, che molti denunciano come inutile o superata o inapplicabile, ma che, di fatto, non conoscono.
Ci siamo ridotti a questa bandiera altrui perchè “il nuovo piace”: san Paolo li definisce i “pruriti”, “portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina” (Ef 4, 14)
Nella Messa pro-eligendo, a poche ore dalla sua elezione a Pontefice, Ratzinger pronunciò la famosa omelia che oseremo definire un bell’impegno per il quale il Signore stesso sembra averlo preso in parola dandogli il timone della barca petrina. Vale la pena meditare il passo integralmente perché sottolinea la nostra identità:
“La misericordia di Cristo non è una grazia a buon mercato, non suppone la banalizzazione del male.(…) Non dovremmo rimanere fanciulli nella fede, in stato di minorità. E in che cosa consiste l’essere fanciulli nella fede? Risponde San Paolo: significa essere ‘sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina’ (Ef 4, 14). Una descrizione molto attuale!
Idiozia laicista. Una variante (gaypride di Parigi)
Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero. La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde – gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.
Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. Adulta non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. É quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità. Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede – solo la fede – che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito – in contrasto con le continue peripezie di coloro che sono come fanciulli sballottati dalle onde – una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell’esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità sarebbe come ‘un cembalo che tintinna’ (1 Cor 13, 1)…”
(Missa pro eligendo Romano Pontifice, Omelia del Cardinale Joseph Ratzinger 18.4.2005)
LO “SPIRITO DEL MONDO”: LUCIFERO!
“Vi lascio la pace, vi do la mia Pace; non la pace del mondo”. In te mio Cristo, la mia Pace
Quella “pace” può essere in ultima analisi fatta risalire allo “spirito del mondo”, che, secondo Gomez Davila, è Lucifero?
Diciamo intanto che non sempre serve demonizzare tutto e che il potere di Satana è molto limitato. Fatta questa precisazione, non siamo in contraddizione se diciamo che questa pace pacifista è senza alcun dubbio opera di Satana.
Dire che è opera di Satana, non significa farne il diretto “autore”: spesso Satana si serve degli uomini che sono già lontani da Dio usandoli per i suoi scopi.
Come a dire che non sempre si può usare il “capro espiatorio” per togliere agli uomini la loro diretta responsabilità delle azioni che compiono. La bandiera della pace, in quanto tale, non l’ha certo “progettata” Satana, ma gli uomini che, dotati di ragione, hanno deliberatamente creato, dato origine a questo emblema, sfruttando l’ignoranza di molti cattolici, perseguendo senza dubbio l’istigazione di Satana.
L’uomo è un essere razionale, ragionevole e dotato di volontà propria. Egli può collaborare o al progetto di Dio o seguire lo “spirito del mondo”: per questo, Cristo ci ha dato la Chiesa, che non a caso è “Mater et Magistra”, ma, seppur a nessuno è imposto di seguirla, è in questa libertà che Cristo ci rammenta: “O con me o contro di me” e incoraggiando la Chiesa, Sua Sposa, dice: “Chi non è contro di voi è per voi” . Non esiste la via di mezzo.
Quindi, questa bandiera, come la pace mondana che rappresenta, o viene da Dio o viene dallo spirito del mondo, o è con Dio o è contro Dio. Pertanto, visto che Gesù dice esplicitamente: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”. Va da sé che la pace di quella bandiera non è quella del Cristo.

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