sabato 27 ottobre 2012

CHICO FORTI: INNOCENTE, INCARCERATO IN USA DA 13 ANNI - VIDEO





Roberta Bruzzone a Radio 105



VI PREGO DI FIRMARE QUESTA PETIZIONE! AIUTIAMO CHICO FORTI!

Una storia assurda! Chico Forti, ex campione di windsurf, produttore di cortometraggi, era a Miami all'epoca dell'omicidio dello stilista Versace e del suicidio di Cunanan; penso' di realizzare un filmato sulla morte di Cunanan avvalendosi della collaborazione di un investigatore della polizia di Miami. Dopo tre mesi della realizzazione de "Il sorriso della medusa" (vedi su you tube) ...fu ucciso, con la stessa modalita' di Versace, l'australiano Dale Pike; questo era figlio di un albergatore con cui Chico era in affari ed era giunto a Miami, suo ospite, per fare una vacanza.
Chico fu interrogato per rispondere dell'omicidio Pike senza l'assistenza di un legale e senza informare l'ambasciata italiana (in violazione della convenzione di Vienna), l'investigatore Gonsalez gli straccio' la foto dei figli asserendo che non li avrebbe rivisti mai piu': una sentenza gia' scritta prima che venisse firmata dal giudice! Diversi test (DNA e macchina della verita') provarono l'estraneita' di Chico all'omicidio ma l'accusa suppose che fosse il mandante ma senza esibire alcuna prova ed essere supportata da un movente attendibile, solo sospetti! Provate a leggere i links pubblicati nel gruppo, capirete tutti i risvolti del caso e come puo' la giustizia statunitense essere spietata contro chi esprime una personale e critica opinione.
Nella sua citta' natale hanno costituito una fondazione per finanziare le ingenti spese legali ma dopo dieci anni lui e' sempre rinchiuso li'; sono stati presentati quattro appelli che sono stati rifiutati senza motivazione, né opinione.
Nel mese di marzo 2009 il sen. Giacomo Santini ha presentato al Senato l'ennesima interrogazione parlamentare ed ha informato il ministro degli esteri Frattini segnalando un caso che ha piu' il sapore di vendetta da parte del giudice che si e' occupato del caso Versace-Cunanan, piuttosto che un clamoroso errore
giudiziario. Chico ha perso tutto quello che aveva: suo padre mori' di crepacuore nel 2001 dopo un anno dal suo arresto, sua moglie lo ha lasciato perdendo le speranze di rivederlo libero, lui non ha più rivisto i suoi tre figli, i suoi parenti hanno devoluto tutti i beni per pagare le salatissime parcelle dei legali, senza il minimo risultato.
Al processo sono state manipolate le testimonianze, costruite ad arte “prove circostanziali”, e fuorviata la giuria con false dichiarazioni.
Per favore AIUTIAMO CHICO ad ottenere la revisione del processo presso la Corte Federale per poter dimostrare la sua innocenza.!!!


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La criminologa Roberta Bruzzone riassume il caso Forti





ENRICO FORTI, IL PROCESSO E LE PROVE della criminologa dr.ssa Roberta BRUZZONE

 IL PROCESSO Chico Forti viene accusato di frode e circonvenzione di incapace in relazione all’acquisto del Pikes hotel, e di concorso in omicidio per la morte di Dale Pike. La teoria dell’accusa è che Chico, approfittandosi dello stato di salute di Tony Pike, volesse ottenere in modo fraudolento il 100% dell’hotel. Dale, accortosi dell’inganno ai danni del padre, sarebbe volato a Miami per accertarsi che Chico avesse la somma pattuita e per, eventualmente, far saltare l’accordo: per questo motivo, sarebbe stato ucciso. Nell’accusa di frode e circonvenzione di incapace, quindi, si nasconderebbe il movente del delitto. In effetti la compravendita del Pikes, alias “l’elefante bianco”, era veramente una truffa, ma ai danni di Chico Forti!
E infatti, in relazione alla frode e alla circonvenzione di incapace, l’italiano viene assolto con formula piena. Venuto meno il movente, di conseguenza, dovrebbe venir meno anche l’accusa di omicidio, ma così non è. Il 15 giugno 2000 Chico Forti viene condannato all’ergastolo.
Le prove che lo “inchiodano” in realtà sono alquanto labili. Vediamo le principali:
- Innanzitutto l’arma del delitto mai ritrovata, una pistola calibro 22, che appartiene sulla carta a Chico. In realtà la pistola è sempre stata nella disponibilità di Thomas Knott che l’aveva voluta, l’aveva scelta e solo all’ultimo momento, non avendo con sé il denaro, aveva chiesto a Chico di pagarla. Lo stesso commesso del negozio dove era stata acquistata testimonierà di averla consegnata a Knott.
- Un’altra prova considerata schiacciante è la scheda telefonica trovata accanto al cadavere, dalla quale risultano alcune chiamate fatte da Dale a Chico, tutte a tempo zero di conversazione. Tuttavia, a ben vedere, le chiamate sono state fatte tra le 17.13 e le 17.18, un arco di tempo in cui, con ogni probabilità, Dale non era ancora stato sdoganato, dal momento che il suo aereo aveva avuto circa un’ora ritardo. Quel tipo di scheda telefonica, però, viene venduto solo fuori dalla dogana. Inoltre, Dale e Chico per trovarsi avevano utilizzato l’altoparlante dell’aeroporto fino alle ore 18.00: non si capisce quindi perché dopo le 17.18 Pike, pur disponendo della scheda telefonica, non l’avrebbe più usata. Facile supporre, di conseguenza, che quella scheda telefonica sia stata messa ad hoc accanto al cadavere da qualcuno che sapeva dell’appuntamento in aeroporto tra Dale e Chico. Questo qualcuno, ancora una volta, è Thomas Knott. Il tedesco però, non verrà mai coinvolto nel processo per la morte di Dale Pike ma anzi, condannato a 15 anni di carcere per truffa, poco dopo la condanna di Chico verrà liberato e rimandato in Germania grazie a una sorta di patteggiamento i cui contenuti sono tutt’oggi blindati negli archivi della Procura di Miami.
Per quanto riguarda lo svolgimento del processo, bisogna sottolineare che la difesa di Chico non ha mai agito realmente a favore del suo assistito, facendo delle scelte perlomeno discutibili.
Non solo, il giudice Victoria Platzer in passato era stato membro della squadra investigativa che aveva indagato sul caso Versace. Della stessa squadra avevano fatto parte anche altri due detective che poi avevano svolto le indagini sull’omicidio di Dale Pike.
Si tratta di persone che, è lecito supporre, provavano del risentimento nei confronti di Chico Forti, dal momento che egli nel suo documentario “Il Sorriso della Medusa” aveva ipotizzato che la polizia di Miami fosse corrotta… E infine Gary Schiaffo, altra persona che aveva motivi per provare astio nei confronti di Forti e che, dopo essere andato in pensione, aveva iniziato a lavorare come consulente alle dipendenze di Reid Rubin, ossia il corrispettivo del pubblico ministero, quindi dell’accusa, nel processo a Chico.

[Roberta Bruzzone]



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PER SAPERNE DI PIU':

Sito web: http://www.chicoforti.com/

Petizione: http://www.activism.com/it_IT/petizione/1-milione-di-firme-per-liberare-chico-forti/7894

Pagina facebook: https://www.facebook.com/Chico.Forti.Libero

Gruppo facebook: https://www.facebook.com/groups/56191869749/?ref=ts&fref=ts

Pagina ufficiale facebook: https://www.facebook.com/pages/CHICO-FORTI-FREE/236316696408206?fref=ts

Blog: http://chicofortilibero.blogspot.it/

Canale youtube: http://www.youtube.com/chicochannel

6 commenti:

  1. claudio giusti28/10/12, 18:39

    CHICO FORTI SANTO SUBITO
    25 Ottobre 1415
    We few, we happy few, we band of brothers.

    In diverse occasioni ho lamentato la disinformazione che affligge la pena di morte e il diritto penale americano. Ho fatto acidamente notare in che modo vengano impunemente pubblicate patetiche frottole come quella dei 123 americani condannati a morte, uccisi e successivamente riconosciuti innocenti grazie al test del DNA. Ho detto e ridetto che queste fandonie creano gravi problemi ai quattro gatti che si battono contro la pena di morte (non solo) americana.

    Ora la situazione è ancor più degenerata.
    Da mesi siamo martellati da una riuscitissima campagna mediatica che esige la liberazione di Enrico “Chico” Forti. Costui sta scontando in Florida l’ergastolo e i sostenitori della sua innocenza hanno costruito una gigantesca ragnatela di distorsioni e invenzioni: una cortina fumogena per nascondere la realtà. Così la questione della innocenza o colpevolezza di Forti non è più un problema di verità giudiziaria, non riguarda la sfera della razionalità, ma quello della fede. L’innocenza di Chico Forti è un dogma e non deve essere dimostrata.

    Le tesi innocentiste sono propagandate da cantanti, cabarettisti, presentatori e giornalisti televisivi senza che a nessuno sia venuto in mente di verificarne la verosimiglianza. Nessuno ha cercato il conforto dei giuristi americani come nessuno ha intervistato i protagonisti della vicenda: i due avvocati difensori, il prosecutor Rubin, il giudice Platzer e i dodici giurati.

    Questa faccenda produrrebbe il solito inutile polverone italiano se non fosse che proprio in Florida sta iniziando una campagna per salvare il condannato a morte italo-americano Anthony Farina e le invenzioni degli amici del Forti aumenteranno le difficoltà degli abolizionisti. Farina ha ricevuto la pena capitale per l’omicidio di cui è stato complice nel 1992. Utilizzando la sua discendenza italiana e continuando la centenaria tradizione abolizionista del nostro paese, alcune organizzazioni italiane si sono attivate perché a Farina sia concessa la cittadinanza e il nostro governo segua il suo appello federale. Purtroppo gli abolizionisti si troveranno continuamente a inciampare nelle prefiche piangenti la sorte dell’amato Chico, mentre in Florida dovranno costantemente distinguere la loro campagna da quella del Forti.


    Dott. Claudio Giusti
    Via Don Minzoni 40, 47100 Forlì, Italia
    Tel. 0543/401562 340/4872522
    e-mail giusticlaudio@alice.it
    http://www.astrangefruit.org/index.php/it/
    http://www.osservatoriosullalegalita.org/special/penam.htm
    Membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla Legalità e i Diritti, Claudio Giusti ha avuto il privilegio e l’onore di partecipare al primo congresso della sezione italiana di Amnesty International ed è stato uno dei fondatori della World Coalition Against The Death Penalty.

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  2. claudio giusti28/10/12, 23:53

    QUANTE FROTTOLE !!!!!!!!!!!!!!!

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  3. Salve Claudio, ho pubblicato il tuo commento per dar voce anche a chi la pensa diversamente. A me comunque sembra che tu semplicemente faccia parte integrante del sistema e lo difenda a spada tratta come farebbe chiunque creda di essere libero di scegliere.
    Credo sia giusto dare voce a un presunto innocente, del resto non è nelle mie possibilità verificare la piena innocenza di Chico Forti, nè tanto meno la piena colpevolezza, e credo che non sia nemmeno nelle tue, per tanto lascio fare questo lavoro ad altri. In coscienza mi sento di pubblicare la sua storia dato che ne parlano veramente in pochi.
    Penso anche che, colpevole o innocente, abbia pagato a carissimo prezzo quello che eventualmente ha fatto, ma se fosse innocente chi gli ridarebbe la sua vita e i suoi affetti?

    Sarebbe stato bello se avessi scritto da semplice italiano anzichè da membro di comitato.

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  4. claudio giusti31/10/12, 21:02

    cara viola, ho l'impressione che il rumore non ti faccia bene
    leggi un po' qui
    http://www.astrangefruit.org/index.php/it/

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  5. totalmente disposto a spiegare situazione stop
    chiamate 340/4872522 stop
    baci claudio

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  6. Ciao Claudio, ho l'impressione che tu coi tuoi modi sia l'ultima persona che può giudicare qualcuno. Allo stesso modo ho l'impressione che tu non abbia capito che io faccio informazione libera, non pilotata dai grandi del mondo come pare faccia tu invece. Pubblico i tuoi commenti perchè ritengo giusto che la gente decida da sola chi e cosa seguire, ma ti consiglio di moderare i toni su questo blog :-)

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