giovedì 25 ottobre 2012

QUESTO E' SIONISMO: COLPITA "ESTELLE", LA BARCA CON GLI AIUTI UMANITARI DIRETTA A GAZA

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COMUNICATO STAMPA DI SHIP TO GAZA - 24 OTTOBRE 2012


pubblicata da We are all on the Freedom Flotilla 2 - News il giorno Mercoledì 24 ottobre 2012 alle ore 20.47 ·


COMUNICATO STAMPA DI SHIP TO GAZA - 24 OTTOBRE 2012

La mattina del 20 ottobre, Estelle, la barca di Ship to Gaza Svezia, è stata violentemente colpita, in acque internazionali, dalle Forze militari israeliane. Estelle era vicina alla sua destinazione: Gaza. Un viaggio della solidarietà, lungo 5.000 miglia, è finito nella chiara violazione della legge internazionale e dei diritti umani.

A Gaza, c’erano ad aspettarla i rappresentanti delle ONG e delle Organizzazinìoni per I diritti umani, insieme a semplici cittadini palestinesi. Non sono rimasti sorpresi di come stavano andando le cose mastanno ancora aspettando Estelle e il carico che trasportava e a loro destinato.

A bordo di Estelle, c’erano 30 attivisti, determinati a sfidare l’illegale e controproducente blocco della Striscia di Gaza, imposto da Israele, sin dal 2007.

Gli attivisti provenivano da diversi Paesi: Canada, Finlandia, Grecia, Israele, Italia, Norvegia, Spagna e Svezia. Alcuni di loro rappresentavano la Freedom Flotilla Coalition, così come altre iniziative nazionali, facenti parte della FFC. A bordo, c’erano anche attivisti indipendenti, come i cinque membri dei Parlamenti europei, un giornalista e l’ex membro del Parlamento canadese.

Gli attivisti erano:
Membro del Parlamento Aksel Hagen, Norvegia
Membro del Parlamento Sven Britton, Svezia
Membro del Parlamento Dimitios Kodelas, Grecia
Membro del Parlamento Ricardo Sixto, Spagna
Membro del Parlamento Evangelos Diamantopoulos, Grecia
Ex Membro del Parlamento James Manly, Canada

Joel Opperdoes, Svezia
Charles Andreasson, Svezia
Daniel Särner, Svezia
Johan Uddebrant, Svezia
Anders Widell, Svezia
Herman Reksten, Norvegia
Elazar Elhanan Israel e
Nils Sjøstrøm, Norvegia
Velimati Koivisto, Finlandia
Jan Petter Hammervold, Norvegia
Dror Feiler, Svezia
Kristian Svenberg, Svezia
Maria-Pia Boethius, Svezia
Reut Mor, Israele
Mika Jämiä, Finlandia
Laura Arau, Spagna
Marco Ramazzotti Stockel, Italia                 
Yonathan Shapira, Israele
Mikhalis Tiktopoulos, Grecia               
BegoÒa, Zabala Gouzalet  Spagna
Loukas Stamellos, Grecia
Evangelos Piassas, Grecia      
Mattias Gardell, Svezia
Stellan Vinthagen, Svezia

Gli attivisti erano preparati a un impossessamento della barca tramite l’uso della forza e si sono sottoposti a un addestramento alla risposta nonviolenta. Erano molto, molto consapevoli dei vari scenari che li attendevano., anche se l’incredibile numero di soldati mascherati e armati è stato impressionante. Quello che Israele ha definito un evento pacifico e tranquillo è stato, nei fatti, ancora una volta una dimostrazione dell’uso eccessivo della forza e dell’umiliazione contro l’attivismo pacifico e la resistenza nonviolenta. Questo è accaduto anche nei confronti di persone che si sono identificate come Parlamentari.

Su Estelle, c’era anche il carico che era stato donato o acquistato con I soldi offerti:

Due olivi, 41 tonnellate di cemnto, sedie a rotelle, camminatori, stampelle, stetoscopi ostetrici, libri per i bambini, giocattoli, 600 palloni da calcio, strumenti e apparecchiature musicali, attrezzature teatrali, in particolare luci, una radio VHF e, infine, un’ancora che, insieme alla radio, è destinata a un altro progetto della FFC: l’Arca di Gaza. Il carico più importante che Estelle trasportava, però, è la solidarietà e la determinazione a lavorare per porre fine all’assedio. La popolazione e l’economia di Gaza soffrono ancora per una situazione in cui poche importazioni sono consentite da Israele, in confronto a quanto accadeva, prima dell’assedio e in cui larga parte della popolazione dipende ancora dagli aiuti internazionali. Nonostante questo, è nostra ferma convinzione che ciò di cui Gaza ha bisogno non è maggiori “aiuti” ma la possibilità di funzionare, come società e come economia. Questo include laLibertà di movimento e di scambi commerciali, accesso al resto della Palestina, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

Risposte di sdegno al dirottamento di Estelle si possono già notare, in tutto il mondo, nel Parlamento Europeo e in altre istituzioni politiche, così come sui media e sui social media.

Noi chiediamo a Israele la restituzione della nostra barca, Estelle, e del suo carico. Ci aspettiamo che i Governi del mondo reagiscano con determinazione al violento attacco, avvenuto in acque internazionali.

La violenza che Estelle e gli attivisti a bordo hanno incontrato è, comunque, solo un riflesso della violenza insita nelle politiche dell’assedio. In realtà, non è comparabile alla situazione di intrappolamento in cui vive la società palestinese. L’ultima considerazione, la più importante: noi chiediamo la fine dell’assedio di Gaza. Questa complessa ed eterna forma di punizione collettiva deve finire. Non è accettabile né possibile costruire sicurezza e pace, su queste basi. Non è altro che un lungo crimine contro la legge internazionale e i diritti umaniOgni settimana che passa, una popolazione di giovani viene lasciata senza alcuna concreta speranza per il futuro. Per diversi motivi, gli effetti sono, senza confronti, peggiori per i giovani palestinesi ma sono anche minacciosi per i giovani di Israele. Questa è una questione che riguarda la comunità internazionale, il mondo. E’ una questione e una responsabilità che riguardano i cittadini, la società civile e i Governi del mondo.

Ship to Gaza Sweden
Freedom Flotilla Coalition


(Traduzione di Marisa Conte)

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