mercoledì 8 maggio 2013

ANDREOTTI: 50 ANNI DI VERGOGNA ISTITUZIONALE

Software per la Consegna Digitale

 
foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes


2 giugno 1946: eletto deputato alla Costituente. In ottimi rapporti con l’Opus dei.

Giugno 1947: sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

4 novembre 1951: durante una manifestazione ad Arcinazzo abbraccia il generale Rodolfo Graziani (trucidatore di migliaia di civili libici), già comandante delle forze armate della repubblica nazifascista di Salò.

Luglio 1953: confermato sottosegretario alla presidenza del consiglio nell’ottavo governo de Gasperi con la delega alla censura cinematografica (che applicherà al film Umberto D e poi al film Il leone del deserto).

Gennaio 1954: ministro degli interni nel governo Fanfani.

Giugno 1954: viaggio di Andreotti negli Usa: pianificazione nucleare nordamericana in Italia.

Luglio 1955: ministro delle finanze nel governo Segni.

Marzo 1958: coinvolto nello scandalo delle banane. Con una leggina ad hoc il ministro delle finanze Andreotti esenta i diplomatici italiani presso la santa sede dal pagamento delle tasse. I due diplomatici interessati sono nipoti l’uno del papa Leone XIII e l’altro di Pio XII.

Luglio 1958: chiamato in causa nello scandalo Giuffrè.

Luglio 1959: scandalo Italcasse, convolto Andreotti.

1961: Andreotti coinvolto nello scandalo di Fiumicino.

Aprile 1972 Andreotti concede agli U.S.A. la base della Maddalena per sommergibili nucleari, violando la Costituzione.

Primavera 1973: Andreotti definisce il mafioso bancarottiere Michele Sindona “salvatore della lira”.

Febbraio 1974: scandali petroli, Andreotti coinvolto.

Aprile 1975: Andreotti conferma Eugenio Cefis, vero capo della P2 (mandante dell’omicidio di Enrico Mattei) presidente della Montedison. Pochi mesi dopo scoppia lo scandalo Montedison e Cefis fugge all’estero.

1978: responsabilità morale condivisa con Cossiga, dell'omicidio di marca statunitense dello statista Aldo Moro.

20 Marzo 1979: viene assassinato il giornalista Mino Pecorelli che aveva attaccato Andreotti. 

Novembre 1979: scandalo Eni-Petromin. E’ chiamato in causa Andreotti.

Settembre 1984: Andreotti sfugge ad una mozione di sfiducia grazie anche all’astensione del Pci.

Novembre 1979: il Parlamento in seduta comune decide di non mettere in stato d’accusa il ministro Andreotti. E’ la ventisettesima volta.

Febbraio 1985: padre Zanotelli, direttore della rivista missionaria Nigrizia, denuncia interessi politici di Andreotti negli aiuti italiani in Etiopia.

Luglio 1989: Andreotti è nuovamente presidente del Consiglio.
Novembre 1991: nominato senatore a vita.

Luglio 1992: la stampa internazionale attacca pesantemente, a ragione veduta,Andreotti attribuendogli contatti con la mafia. La Cassazione in seguito, ha riconosciuto la fattiva collusione con Cosa Nostra Nostra di Andreotti, ma il reato è stato dichiarato prescritto.

Nessun commento:

Posta un commento