martedì 3 dicembre 2013

ROBERTO SAVIANO: L'IPOCRITA SIONISTA - VIDEO



Non so quanti di voi, considerano ancora Roberto Saviano un esempio di giornalista trasparente, coerente, coraggioso, senza macchie, ma soprattutto, fuori da ogni schieramento politico e dalla propaganda demagogica, piena di omertà, retorica e mistificazione che ne consegue. Il 7 settembre del 2010, a Roma, Saviano è stato ospite di una conferenza organizzata dall'organizzazione sionista "Per la verità, Per Israele", la quale è sposorizzata da prestigiosi marchi dell'informazione come "Il Foglio", "L'Occidentale" e altri ancora: da paladino dell'informazion, dell'antiberlusconismo e al servizio della lotta contro la mafia, il 7 settembre 2010 si presentò come difensore dello Stato criminal-sionista d'Israele.


Roberto Saviano, giornalista italiano, famoso in particolare per il suo romanzo "Gomorra", è uno dei tanti apologisti e servi intellettuali (insieme alla Gabanelli, Santoro, Travaglio e altri personaggi dell'informazione e della politica) di uno Stato che di democratico non ha propria nulla, sin dalle sue origini, e lo fa partecipando ad una conferenza di una organizzazione che propaganda e festeggia l'impunità di uno Stato che è stato cosrtuito e pianificato nel corso della sua storia già nel 1897 a Basilea dallo scrittore, giornalista ungherse e fondatore del sionismo Thedor Herzl, il quale creò non solo un ideologia nazionalista contro ogni emancipazione etnica, precedendo il fascismo e il nazismo, ma anche un movimento politico costruito lontano dal popolo o ai diretti interessati, ma all'interno dei circoli intellettuali e del potere politico-economico, un movimento criticato fortemente anche dagli ebrei sia osservanti che riformati; potenze europee come l'Inghilterra e uomini della grande finanza mondiale come il barone tedesco Edmond de Rothschild e il banchiere svizzero Lionel Walter Rothschild, permisero ai sionisti nei primi anni del 900 la costruzione e il mantenimeno dei primi insediamenti in Palestina (perchè il sionismo indica esplicitamente la costruzione di uno Stato ebraico in Palestina), prima della data della creazione definitva d'Israele (1948). Già da questi piccoli insediamenti e dalla creazione delle comunità si respirava già aria di discriminazione razziale (come tutt'ora avviene) nei confronti degli arabi e della popolazione autoctona, mantenendo la loro lingua e applicando un economia chiusa e non aperta alla popolazione locale. L'idea di una "nazione etnicamente pura" è stata importata dall'Europa, l'atteggiamento colonialista tipico dell'Europa si respirava già in questi primi insediamenti, ed è stato importato con l'àlibi della lotta contro l'antisemitismo, quando invece il sionismo stesso si può considereare come un movimento antisemita, e la principale vittima è la popolazione di origne semita quale è quella arabo-palestinese; come da copione, il sionismo, per costruire uno Stato puramente ebraico, prevede la totale rimozione della popolazione arba e atoctona, nonostante essa da secoli aveva già una sua economia e una sua storia. Da più 60 anni Israele continua a portare infamia attraverso una politica che ricorda l'apartheid (alla faccia delle affermazioni dello stesso Saviano dove affermava che "un centinaio di nazioni formavano israele"), una serie infinita di crimini di guerra, dove più dell'85% dei morti causati dagli attacchi dell'esercito israeliano sono civili, utilizzando metodi poco convenzionali e vietati dai grandi trattati internazionali (come le bombe al fosforo bianco in Libano e sulla Striscia di Gaza o altre armi a forte impatto esplosivo come quelle a base di stando lega di tungsteno), oppure la questione poco conosciuta dei cosiddetti "cimiteri dei numeri" (http://iezzispace.blogspot.it/2012/07/israele-e-i-cimiteri-dei-numeri.html).
Molti personaggi più affidabili di Saviano possono confermare che Israele è tutto il contrario di quello che Saviano stesso disse in quella conferenza del 7 settembre 2010. Hanno ragione personaggi come Paolo Barnard o Alfonso Luigi Marra, che lo definiscono come uno scrittorello di regime, bravo a scopiazzare le sentenze che la magistratura compie alla fine delle indagini contro la mafia, presentandosi come il vate della libera informazione da una parte e come colui che nasconde le crude e amare verità storiche e recenti sul suo tanto amato Israele dall'altra. Quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz, e questo lo disse Josè Samarago. In realtà Saviano non informa, balbetta, balbetta sulla mafia, sulla camorra e come molte altre icone della "libera informazione", italiana e occidentale, è un prostituto intellettuale al servizio di un potere (intoccabile) che gode di notevole inflenza in Occidente, ovvero quello sionista, e lo fa attravreso una propaganda piena di omertà e di retorica, mentre i palestinesi stanno facendo una fine pari a quella dei nativi d'America. Quasi quasi, se ci fosse stato un titolo per la presentazione del discorso di Saviano durante quella conferenza, poteva essere benissimo "Il sogno israeliano"...o meglio!: "Il sogno sionista".

Giustino Iezzi

Nessun commento:

Posta un commento