sabato 22 febbraio 2014

LA VERITA' SULLA RESA DEL GOVERNO UCRAINO

La verità sulla resa del governo ucraino, il giornalista ucciso.


AGGIORNAMENTO - Leggi l'appello per non dimenticare Viatcheslav, un giornalista VERO

A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

Mentre le troupe televisive europee erano le benvenute nei luoghi della protesta ucraini, dove hanno intervistato i riottosi evitando accuratamente di mostrare immagini di manifestanti armati di fucili, pistole e persino cannoni (vedi fotogallery) e concentrandosi unicamente sulle violenze delle forze dell'ordine filo-governative (Nota: che ci sono senza dubbio state, non fraintendiamo. Ma c'è da dire che se pensiamo che molti ucraini sono scesi in piazza armati di fucili, è stata gestita fin troppo egregiamente. I cecchini hanno sparato solo ai manifestanti armati che aprivano il fuoco contro i palazzi o la polizia. Sono morti anche molti agenti. Se in una nazione europea accadesse qualcosa del genere, probabilmente i governi si sentirebbero autorizzati a fare una carneficina, visto che persino i pacifici manifestanti anti-austerity spagnoli e greci DISARMATI sono stati passati per pericolosi terroristi... il governo ucraino non ha usato la linea dura perché cosciente che sarebbe stato accusato di aver fatto una strage e per il governo sarebbe finita male, molto male. Il governo invece ha concordato una resa con una delegazione europea, che ha fermato immediatamente la rivolta.)

Viatcheslav Vérémiï è stato fermato e trucidato a sangue freddo. La sua colpa, quella di aver documentato LA REALTA' della rivolta ucraina, documentando le azioni violente, le barbarie dei manifestanti pro-euro, tra le cui fila erano presenti organizzazioni di estrema destra filo-nazista riconducibili alle ideologie di Stepan Bandera.

Aveva 33 anni Viatcheslav, lascia una moglie e un figlio di 4 anni.
Già nei mesi scorsi aveva pagato la sua passione per la verità prendendo tante di quelle botte da aver riportato danni agli occhi, ma ha continuato a fare il suo lavoro senza paura.
Quando il taxi che lo trasportava è stato fermato, ha acceso la telecamera, aveva capito che non avrebbe fatto ritorno a casa. Ha cercato di documentare fino all'ultimo i fatti.

Mentre per tanti giornalisti "inviati di guerra" al servizio della disinformazione mediatica di sistema ci sono fior di riconoscimenti, di lui non ne parla nessuno, specialmente fuori dalla patria. In Italia rainews24 gli ha dedicato un articolo, SENZA SPECIFICARE che è stato massacrato dai riottosi pro-euro.

Che la rivolta fosse alimentata da USA e UE, noi - come molti altri blogger liberi di tutto il mondo - lo avevamo detto subito. Poi sono emerse le PROVE schiaccianti, come l'intercettazione dell'ambasciatore Usa che discute su come rovesciare il governo ucraino, la "telefonata che rivela le trame Usa" e altro materiale.

Ma se qualcuno avesse ancora dubbi, basta valutare le modalità con la quale è arrivata la tregua; una delegazione europea si è recata a trattare con il governo ucraino, raggiungendo un'intesa che prevede elezioni anticipate, amnistia totale per i manifestanti armati, e il ritorno alla costituzione precedente a quella attuale, accusata di conferire un potere eccessivo al capo del governo.

Una volta siglato l'accordo, il delegato polacco della delegazione UE ha parlato con i capi della rivolta, il cosiddetto "servizio di sicurezza", che ha provveduto a placare gli animi e hanno addirittura fatto cordone di sicurezza ai membri del governo che sono usciti dal palazzo.

La "resa" del governo è stata trattata dall'UE!

Il governo ucraino ha ceduto; se avesse fatto un bagno di sangue, sparando ai manifestanti armati, avrebbero fatto la fine del governo di Assad. La situazione ucraina è molto simile a quella siriana: in entrambi i casi UE e USA hanno finanziato le opposizioni e alimentato la rivolta. L'unica differenza sta nel fatto che la maggioranza assoluta dei cittadini siriani si sono schierati dalla parte del governo, costringendo le forze ribelli ad assoldare mercenari provenienti da altre nazioni; in Ucraina invece sono riusciti a scagliare una parte della popolazione contro il governo, con il miraggio dell'Europa: ampie fasce di popolazione - quelle meno acculturate-informate - non sanno che entrare nell'UE non sarebbe niente di buono per la loro nazione; non sono a conoscenza del fatto che le nazioni che hanno aderito recentemente sono sprofondate immediatamente in una profonda crisi, mentre alcuni lo sanno bene, ma non gliene frega niente: pensano solo ai benefici della "libera circolazione" prevista con gli accordi di Shenghen, che gli consentirebbero di trasferirsi altrove, con il miraggio di un lavoro ben pagato e una vita migliore...


Alessandro Raffa per nocensura.com

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